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Un corridoio ecologico per la farfalla Zerynthia

Il 26 novembre 2019, nel corso di una conferenza stampa presso l’Università di Torino, è stato presentato il progetto per la realizzazione di un corridoio ecologico in Val di Susa per consentire la sopravvivenza della farfalla Zerynthia polyxena, specie protetta a livello europeo, rinvenuta nell’area di espansione del cantiere di Chiomonte della linea Torino-Lione.
La realizzazione del corridoio è stata decisa al termine delle attività di studio svolte sul campo, a partire dalla primavera 2018, dall’equipe della prof.ssa Simona Bonelli, docente di Zoologia e Conservazione degli Invertebrati al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Torino.

L’analisi è stata realizzata all’interno del Progetto Biodiversità portato avanti dall’ateneo piemontese con Regione Piemonte e TELT in Val di Susa dove la società italo-francese ha fornito spazi e strumentazione per la ricerca scientifica, creando un laboratorio negli uffici del Museo Archeologico La Maddalena, a Chiomonte.

Grazie a questa opportunità di studio e di condivisione con il tavolo tecnico regionale, è possibile sperimentare un miglioramento boschivo finalizzato alla salvaguardia di questa specie protetta, che sarebbe destinata a non sopravvivere per più di qualche decennio a causa dell’infittirsi del bosco e dell’ampliamento del cantiere. Da qui l’idea di ‘traslocare’ le farfalle. In concreto, sarà il Consorzio Forestale Alta Valle Susa a realizzare un “percorso” attraverso il bosco, con delle vere e proprie “piazzole di sosta” in cui sarà riprodotto l’habitat specifico per lo sviluppo di uova e larve di Zerynthia. L’obiettivo è permettere al raro lepidottero di connettersi alle altre aree presenti nella zona, favorendo popolazioni più eterogenee e mobili che possano garantire la sopravvivenza a lungo termine per la specie. Le attività già da fine novembre si concluderanno all’inizio della primavera, secondo un calendario condiviso, senza interferire con le attività di cantiere. Questo consentirà di chiudere gli interventi prima della comparsa degli adulti del lepidottero, che vola solamente per circa un mese nel periodo primaverile.

In particolare, il lepidottero è stato individuato in due zone nel Comune di Salbertrand e in tre aree nel territorio di Giaglione, di cui solo una rientra nella zona di futuro allargamento del cantiere. Per garantirne la sopravvivenza, è stato deciso di creare dei corridoi all’interno del bosco, che mettano in comunicazione le diverse oasi, consentendo così alle farfalle di spostarsi e far nascere popolazioni più ampie e varie e, quindi, più longeve. Il primo corridoio servirà a mettere in comunicazione due aree a Giaglione, grazie alla creazione di 10 radure, distanti circa 20 metri l’una dall’altra, in cui saranno trasferite circa 2000 piante nutrici del lepidottero, Aristolochia pallida, e un centinaio di bruchi. Anche con il secondo intervento a Salbertrand si realizza una fascia di congiunzione tra le due oasi dove è presente la Zerynthia, in modo da favorire lo scambio di individui tra le due comunità, aumentarne la diversità genetica e migliorare quindi lo stato di salute delle sottopopolazioni. I risultati saranno valutati step by step, in modo da poter adattare ulteriori interventi nelle radure a seconda delle necessità riscontrate. 

Il Consorzio Forestale Alta Valle Susa realizzerà anche dei nuovi rifugi naturali per i pipistrelli presenti nella zona. In un’ottica di compensazione, saranno create delle cavità artificiali su molti alberi distribuiti sui tre comuni; sulle stesse piante saranno collocate delle cassette nido specifiche per pipistrelli (bat box). Quest’attività costituisce un progetto sperimentale, che potrà portare a un protocollo da applicare in seguito in altre situazioni simili in ambito regionale. L’ente realizzerà inoltre alcuni interventi di miglioramento forestale per favorire due specie erbacee molto rare in Piemonte e presenti nelle aree golenali di Salbertrand (Epipactis palustris e Typha minima) e per contenere l’espansione di un arbusto alloctono invasivo (Buddleja davidii). 

Tutte le linee guida per questi interventi sono state indicate dai docenti dell’università di Torino, esperti nei tre settori: la prof.ssa Simona Bonelli e il prof. Sandro Bertolino, entrambi del Dipartimento di Scienze della vita e Biologia dei sistemi, rispettivamente per le farfalle e i chirotteri, e il prof. Michele Lonati, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, per le specie vegetali.

“Con questo intervento – sottolinea la prof.ssa Simona Bonelli -, l’isolamento che abbiamo osservato tra le popolazioni di Zerynthia sarà interrotto e le farfalle potranno formare un’unica popolazione più grande, geneticamente più eterogenea e in generale in migliore stato di salute. Un’operazione che non avremmo potuto realizzare se non si fosse superata la tradizionale impostazione delle opere di compensazione forestale, che prevede di realizzare semplici miglioramenti boschivi. L’Università, in collaborazione con TELT, ha scelto di condurre attività di ricerca scientifica sulla biologia ed ecologia della specie, ampliando le riflessioni e le prospettive richieste dalle prescrizioni stesse e sviluppando una soluzione innovativa che garantisca la salvaguardia della biodiversità dell’area”.

“Operiamo su quasi 30 ettari nei boschi tra Chiomonte, Giaglione e Salbertrand – riferisce Alberto Dotta, direttore del Consorzio Forestale Alta Valle Susa -, in aree che si presentano in uno stato di generale abbandono; qui andremo a creare le radure funzionali all’attecchimento della pianta nutrice della farfalla e a realizzare le cavità per i pipistrelli nei tronchi degli alberi medio-grandi. È un progetto sperimentale che attuiamo per la prima volta e che crediamo possa diventare un modello per azioni future”.

“La ricerca è nata per rispondere alle prescrizioni del 2018 del CIPE dopo la segnalazione di alcuni ambientalisti del Movimento No Tav – spiega l’ing. Manuela Rocca, direttrice Affari Generali di TELT – si è poi trasformata in un progetto più complesso, con l’obiettivo di trovare una soluzione innovativa che garantisse la salvaguardia della biodiversità dell’area. Tutto senza costi aggiuntivi. È la logica di eccellenza ed efficienza cui improntiamo tutte le nostre azioni, affinché l’opera che stiamo costruendo sia anche un’opportunità per il territorio e che portiamo come buona pratica nelle collaborazioni che abbiamo attivato con 26 centri di ricerca e università in Italia e Francia”.

26/11/2019 • #, #

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