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Saint-Martin-la-Porte: superato il 68%

Ha superato il 68% l’avanzamento dei lavori nel cantiere SMP4 di Saint-Martin-la-Porte, in Francia, dove è in corso lo scavo di un tunnel geognostico di 9 km nell’asse e al diametro della canna sud del tunnel di base del Moncenisio.
Federica, la fresa del diametro di 11,2 metri, procede regolarmente, a una velocità media di 18 metri al giorno e ha oltrepassato da poco 7.000 metri in direzione Italia. Al lavoro ci sono 400 persone, suddivise su tre turni e impegnate 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 nell’opera propedeutica alla Torino-Lione.

NEL 2018 SCAVATI 4.000 METRI DI GALLERIE

Il 2018 è stato il secondo miglior anno per produzione, dopo il 2016, al cantiere francese di Saint-Martin-la-Porte in Maurienne, con il picco di 28,03 m raggiunto il 19 marzo. L’anno appena trascorso è stato quindi importante sia in termini quantitativi sia qualitativi.

Dopo una prima fase di indagini condotte tra il 2003 e il 2010, con 2.350 m di scavi, il cantiere denominato SMP4 è ripartito nel 2015 con un doppio obiettivo: completare la fase conoscitiva nel massiccio e realizzare, grazie alla fresa Federica, i primi 9 km della canna sud del tunnel di base, che ospiterà il passaggio dei treni merci e passeggeri della linea Torino-Lione.
Dei 4.016 m complessivi, 3.887 m sono stati scavati proprio dalla TBM Federica che, in tre turni giornalieri e con 75 tecnici al lavoro, ha mantenuto una media di 14 metri per giornata di scavo.

D’altra parte, come previsto dai progettisti, la fresa ha affrontato delle zone geologiche tecnicamente difficili, come le faglie carbonifere, che hanno richiesto un totale di 79 giorni di fermo, necessari per gestire sia le difficoltà di avanzamento in queste aree che le manutenzioni straordinarie.

Ad oggi mancano poco più di 2.700 m al completamento di questa porzione di tunnel di base, dove vengono già posati i conci in cemento armato per il rivestimento della parete di roccia. Il raggruppamento d’imprese italiane e francesi attive al cantiere prevede di terminare lo scavo nei tempi previsti, ovvero nell’estate del 2019, raggiungendo la caverna di smontaggio di La Praz, in direzione Italia, completata nel 2016.

GLI SCAVI IN TRADIZIONALE

A Saint-Martin-la-Porte è in corso lo studio della sezione più delicata del massiccio alpino che accoglierà il tunnel di base di 57,5 km: una zona ricca di carbone, denominata “houiller”, dove la roccia ha una forte tendenza a richiudersi. Per questo motivo il cantiere prevede anche un tratto scavato con metodo tradizionale. Questa parte dei lavori ha superato una fase di condizioni eccezionali, ora procede regolarmente: dopo le instabilità del terreno registrate a settembre 2017, si prosegue con la realizzazione di un cunicolo di dimensioni ridotte. Le rocce attraversate sono scisti neri carboniosi, argillosi e piegati, e quindi di qualità mediocre. La stabilità del fronte è fragile, per cui si avanza con cautela. Complessivamente si è così superato il 15.5% del totale degli scavi, pari a 25.5 km dei 162 previsti per la sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario.

IN ITALIA

Tra le opere già ultimate c’è il cunicolo geognostico di Chiomonte di 7020 metri, in Val di Susa, e tre discenderie sul versante francese: la discenderia di La Praz di 2.480 metri, quella di Villarodin Bourget/Modane di 4.036 metri e la discenderia Saint-Martin-la-Porte di 2.329 metri. Questi lavori, terminata la fase geognostica, permettono l’accesso dei mezzi alla quota del tunnel di base del Moncenisio.

A Chiomonte restano operative le imprese che si occupano della manutenzione, in particolare della gestione degli impianti elettrici e di depurazione delle acque, e del supporto logistico alle forze dell’ordine.

06/11/2018 • #, #

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