Torrazza Piemonte
Torrazza Piemonte

Solo materiale sicuro per la cava di Torrazza

Dagli scavi per la Torino-Lione a Torrazza Piemonte non arriverà amianto, ma solo roccia inerte che servirà a riqualificare la cava in località Cascina Goretto e rimodellarla morfologicamente per ripristinare la geografia originale. La qualità del materiale viene costantemente accertata, in galleria prima di uscire dal cantiere di Chiomonte, sotto il controllo di Arpa Piemonte.

Seguendo le incisive indicazioni dell’amministrazione comunale il progetto è stato cambiato. Una soluzione che la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente, nel suo parere del 22 novembre 2019, ha ritenuto “coerente con la pianificazione urbanistica del Comune di Torrazza Piemonte” e “migliorativa dal punto di vista ambientale”.

Zero amianto

Ad oggi non sono state ritrovate rocce amiantifere nel corso degli scavi del cunicolo esplorativo di Chiomonte e, qualora si trovassero durante i lavori, il progetto approvato prevede l’immediata tombatura in galleria. Per questo, nessuna fibra di amianto uscirà dalla montagna. Dal cantiere, dopo i controlli, la roccia sicura e riutilizzabile viene trasportata a Salbertrand, prevalentemente per la trasformazione in calcestruzzo (si conta di riutilizzare in questo modo il 60% del materiale estratto, destinato al rivestimento del tunnel). La parte eccedente non riutilizzabile verrà caricata su treno e trasportata nei siti di deposito individuati dal CIPE a Caprie o Torrazza (qui sarà movimentata su un nastro trasportatore elettrico chiuso).

Il nuovo progetto

Il progetto approvato nel 2015 per Torrazza è stato radicalmente modificato, con una riduzione del 32% della superficie occupata (che diventa di 160.850 mq). Nella nuova formulazione, elaborata per rispondere all’esigenza di mantenere la vocazione logistica dell’area, in prossimità della stazione ferroviaria saranno installati dei binari dove si attesteranno i treni in arrivo da Salbertrand. Un sistema automatizzato trasferirà il materiale su un nastrotrasportatore per raggiungere il deposito. Si tratta una soluzione ad alimentazione elettrica e completamente chiusa, che consente di ridurre considerevolmente l’impatto sul territorio e le emissioni di CO2 e PM10 nell’aria. Lo smarino portato a deposito sarà utilizzato per riempire parte della cava. Al termine dei lavori i binari e il nastro trasportatore saranno rimossi.

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