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Torino – Lione beneficia del Démarche Grand Chantier

Tra il 2002 e il 2010 ha permesso di assumere quasi il 50% di persone originarie della Regione Rhône-Alpes

I cantieri del nuovo collegamento ferroviario tra Torino e Lione e, prioritariamente, quelli della relativa sezione transfrontaliera, sono tra i pochi ad usufruire della «Démarche Grand Chantier» a seguito della decisione del CIADT (Comité Interministériel d’Aménagement et de Développement du Territoire) nel dicembre 2003. Dispositivo eccezionale già attuato in passato per la realizzazione del tunnel sotto la Manica tra il 1986 e il 1994 ed attualmente per la costruzione del super reattore nucleare di Flamanville.

L’avvio della procedura “Grand Chantier”, collegato all’entità dei lavori di realizzazione della sezione transfrontaliera, ha un duplice obiettivo:

  • Preparare ed accompagnare il cantiere prima, durante e dopo la sua realizzazione, permettendo di conseguenza d’integrare durevolmente le imprese ed i dipendenti locali ed esterni.
  • Radicare il progetto in Maurienne in modo da coinvolgere il territorio e che possa sfruttarne tute le opportunità.

La  «Démarche Grand Chantier», diretta dallo Stato, riguarda in particolare le questioni di occupazione, formazione, alloggio, supporto al tessuto economico e sviluppo locale. Ad esempio, la procedura ha lo scopo di promuovere l’alloggio di 1.800 persone che andranno ad abitare, nei prossimi anni, in Maurienne per la realizzazione, lato francese, dei 45 km del tunnel di base transfrontaliero. Sono stati svolti alcuni studi relativi agli alloggi vacanti e alle possibilità e modalità di valorizzazione e di rivitalizzazione dei borghi.

Un approccio partenariale

Dopo aver avviato un lavoro di concertazione con gli attori Territoriali, un partenariato si è costruito nel 2014 tra lo Stato, la Regione Rhône-Alpes, il Consiglio provinciale della Savoia, il Syndicat de Pays de Maurienne per definire e promuovere un progetto di accompagnamento della Maurienne, nell’ambito della “démarche Grand Chantier”. In tale contesto, è stato firmato un protocollo di accordo per l’occupazione e l’inserimento nell’ambito dei lavori geognostici della sezione transfrontaliera. Il protocollo riepiloga in particolare gli obiettivi occupazionali e di formazione durante il cantiere: creare un radicamento sul territorio dei cantieri tramite un reclutamento locale. I cantieri delle discenderie in Maurienne tra il 2002 e il 2010 avevano permesso di assumere tra il 40 ed il 50% di persone originarie della Regione Rhône-Alpes, di cui circa il 30% della Savoia. Il cantiere di Saint-Martin-la-Porte rappresenta un investimento tra i 300 e i 400 milioni di euro di lavori e richiede quasi 400 impieghi diretti. Permetterà di rilanciare l’occupazione locale ad ogni livello di competenza tramite un’offerta di formazione regionale adeguata (sono stati svolti alcuni studi nel 2003 e nel 2009, per definire il fabbisogno occupazionale per tipologia di mestiere, che vengono aggiornati in base all’evoluzione del cronoprogramma). Il protocollo verrà attuato da tutti gli attori che partecipano alla realizzazione dell’ opera: TELT, il raggruppamento d’imprese italo-francese diretto da Spie Batignolles, le comunità locali partner della “démarche Grand Chantier”, gli attori del servizio pubblico di occupazione locale. Un Osservatorio del cantiere e del Territorio è stato altresì istituito per seguire le ricadute di questo cantiere così come promuovere le ricadute locali e l’inserimento nel Territorio.

30/10/2015 • #, #

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