Ambiente

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Un progetto ecosostenibile

Il tunnel di base tra Italia e Francia nasce come un progetto di salvaguardia dell’ambiente nel delicato contesto alpino: un progetto core della rete TEN-T per l’interconnessione delle reti infrastrutturali nazionali ed europee, ma soprattutto un intervento prioritario nel quadro degli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal.

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La Politica ambientale di TELT

Il presupposto della politica di TELT è che la realizzazione del tunnel di base della Torino-Lione, in quanto opera di priorità europea, avvenga nel rispetto del principio di tutela delle risorse e valorizzazione delle opportunità generate, con uno sguardo attento all’ innovazione seguendo le linee guida della sostenibilità individuate dall’Agenda 2030 dei Sustainable Development Goals.

Approcci al progetto dei cantieri

In materia di ambiente, valgono le leggi e normative del Paese in cui avvengono i lavori.

Tuttavia, TELT dispone di strumenti di controllo di alto livello unificati da una parte all’altra della frontiera, ispirati dalla sua politica ambientale e convogliati nella certificazione internazionale sui sistemi di management ambientale, la ISO 14001:2015, che rappresenta la garanzia di un approccio sistematico e preordinato alla gestione ambientale dei cantieri con particolare attenzione al rapporto con il territorio e  con le autorità. TELT ha sempre posto la massima attenzione alla propria impronta sul territorio, adottando precauzioni specifiche (es. monitoraggio di area vasta delle risorse idriche con numerosi punti di misura in Francia e in Italia) e misure di controllo straordinarie dei principali parametri ambientali fin dalla fase dei cantieri di studio geognostico, che oggi costituiscono il principale ritorno d’esperienza.

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Rumori e polveri

I cantieri TELT sono impostati per ridurre al massimo le emissioni di rumore e polveri, affinando e ampliando metodi e sistemi portati avanti negli ultimi decenni nel mondo, a partire da altri grandi cantieri come quelli dei tunnel di base svizzeri e del Brennero.

Valorizzazione delle acque

Il progetto prevede che tutte le acque raccolte all’interno delle gallerie, suddivise per tipologia di impiego (acque idropotabili, acque calde ecc.) possano essere captate in modo da renderle valorizzabili attraverso una serie di collettori che le convogliano all’imbocco.

Consumo del suolo

In Francia come in Italia, oltre il 50 % di delle superfici interessate dai cantieri dell'opera non sono ambienti naturali propriamente detti ma zone antropizzate e ruderali. Ciò conferma la considerazione della dimensione ecologica nella scelta e nella definizione dei siti di lavoro.

In Italia

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Controlli ambientali

L’impegno di TELT per tutti i suoi cantieri è riassumibile nel programma “Tuteliamo il territorio”, riferito all’ambiente inteso come habitat naturale e al sistema storico-culturale delle comunità locali. 

Gli strumenti messi in campo in Italia sono la territorializzazione del progetto e un sistema di controlli ambientali all’avanguardia improntati sulle buone pratiche già adottate durante lo scavo della galleria geognostica di Chiomonte, dove sono stati costantemente monitorati 135 parametri sulle varie componenti: sottosuolo, rischio idrogeologico, acque superficiali e sotterranee, aria, vibrazioni, rumore e campi elettromagnetici.
Maggiori informazioni al sito tuteliamoilterritorio.it

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Valutazione dell’Impatto sulla Salute

A seguito della positiva sperimentazione a Chiomonte, TELT applicherà a tutti i cantieri dell’opera la VIS – Valutazione dell’Impatto sulla Salute, condotta dalla sezione Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Torino.
La VIS è stata eseguita per la prima volta per il cunicolo geognostico de La Maddalena e consiste in uno studio che misura l’eventuale effetto dell’opera sui cittadini: dalle 80.000 rilevazioni raccolte da 40 stazioni nei quattro anni di lavori, non è emersa alcuna criticità per la salute.

Lo studio redatto dall’Ateneo ha evidenziato come a Chiomonte si siano rispettati i valori ambientali e non si sia inciso negativamente sulla salute dei cittadini che abitano nelle vicinanze del cantiere.

In Francia

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Recupero di aree compromesse

A fine lavori, TELT restituirà ai territori le aree occupate dai cantieri dopo aver svolto le attività previste per migliorare globalmente i singoli ambienti. Gli interventi riguarderanno zone già antropizzate, dedicate a funzioni infrastrutturali, o costituite da zone industriali in abbandono

Come per il cantiere di Saint-Martin-la-Porte, dove una vecchia segheria abbandonata, a 3 chilometri dal cantiere, è diventata la fabbrica dei conci di rivestimento della galleria. Inserita tra le azioni nel programma della «Démarche Grand Chantier», fabbrica ha impiegato oltre 100 addetti, il 75% dei quali locali, mentre il ritmo di produzione ha raggiunto fino a 90 unità al giorno.

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Misure per evitare e ridurre gli impatti

Secondo le pratiche francesi correnti, la deroga ai regolamenti relativi alle specie protette è stata ottenuta in base alla regola detta ERC = Evitare – Ridurre – Compensare

Sono 190 gli ettari dedicati lato Francia alla biodiversità e 23 i progetti già avviati di compensazione fauna-flora. Le specie protette interessate dagli interventi di TELT sono 100 di cui 22 specie “obiettivo”, curate con maggiore attenzione tra cui il “tulipano della Maurienne” e il Rospo Calamita. 

Su questo piano TELT ha avuto sin dall’inizio dei lavori un supporto scientifico importante degli ecologi e dei partner del territorio, tra cui il Conservatorio Botanico Nazionale Alpino e il Conservatorio delle Specie Naturali della Savoia.

Materiale di scavo sicuro e controllato

TELT realizzerà il tunnel di base secondo una strategia sostenibile per la gestione dei materiali ricavati dallo scavo del tunnel di base. I materiali saranno estratti per un periodo di 6 anni e in gran parte valorizzati per la realizzazione del tunnel stesso: altre il 50% sarà utilizzato nel calcestruzzo per realizzare conci e rilevati ferroviari. La parte non valorizzabile sarà depositata nei siti previsti a tale scopo, che a loro volta costituiscono in molti casi occasione di recupero di aree compromesse. TELT sta inoltre lavorando a strumenti innovativi di valorizzazione e sta studiando un metodo di gestione binazionale dei materiali valorizzabili, per aumentare ulteriormente la quota di reimpiego e tendere a un cantiere a “rifiuti zero”.